RESIDENZA 2019

CURATORI

RAFAL MILACH (nato nel 1978 a Gliwice, Polonia) – artista visivo, fotografo, autore di libri fotografici. Il suo lavoro si concentra su argomenti legati alla trasformazione nell’ex blocco Sovietico. Docente presso l’Istituto ITF di fotografia creativa dell’Università della Silesia a Opava, Repubblica Ceca e Katowice Film School presso l’Università della Slesia, in Polonia. I suoi libri fotografici pluripremiati includono The Winners, 7 Rooms e The First March of Gentlemen. Rafał Milach ha ricevuto borse di studio dal Ministro polacco della cultura e del patrimonio nazionale, dalla Fondazione Magnum e dalla Fondazione culturale europea. Finalista del Premio Deutsche Börse Photography Foundation 2018 e vincitore del concorso World Press Photo. Co-fondatore del collettivo Sputnik Photos. Le sue opere sono state ampiamente esposte in tutto il mondo e possono essere trovate nelle collezioni del MoMA Warsaw, del castello Ujazdowski di CCA a Varsavia, della ING Polish Art Foundation, del Kiyosato Museum of Photographic Arts (Giappone) e del Brandts Museum di Odense (Danimarca). Nel 2018 è entrato nell’agenzia Magnum Photos come membro nominee.

RAFAL MILACH (nato nel 1978 a Gliwice, Polonia) – artista visivo, fotografo, autore di libri fotografici. Il suo lavoro si concentra su argomenti legati alla trasformazione nell’ex blocco Sovietico. Docente presso l’Istituto ITF di fotografia creativa dell’Università della Silesia a Opava, Repubblica Ceca e Katowice Film School presso l’Università della Slesia, in Polonia. I suoi libri fotografici pluripremiati includono The Winners, 7 Rooms e The First March of Gentlemen. Rafał Milach ha ricevuto borse di studio dal Ministro polacco della cultura e del patrimonio nazionale, dalla Fondazione Magnum e dalla Fondazione culturale europea. Finalista del Premio Deutsche Börse Photography Foundation 2018 e vincitore del concorso World Press Photo. Co-fondatore del collettivo Sputnik Photos. Le sue opere sono state ampiamente esposte in tutto il mondo e possono essere trovate nelle collezioni del MoMA Warsaw, del castello Ujazdowski di CCA a Varsavia, della ING Polish Art Foundation, del Kiyosato Museum of Photographic Arts (Giappone) e del Brandts Museum di Odense (Danimarca). Nel 2018 è entrato nell’agenzia Magnum Photos come membro nominee.

ANIA NALECKA-MILACH nata nel 1977, diplomata all’Academy of Fine Arts di Katowice, Facoltà di tipografia e grafica nel 2002, è una designer di libri (alias Tapir Book Design) e collaboratrice del collettivo Sputnik Photos. Ha disegnato numerosi album fotografici acclamati dalla critica, che hanno ricevuto molti dei più prestigiosi riconoscimenti come il premio Photobook / Aperture Foundation Photobook Award (USA / Francia 2012, 2013 2014 e 2016) e il premio POYi The Best Photography Book (primo premio, USA 2012, 2014). Tiene anche conferenze e offre seminari sul design del fotolibro. In collaborazione con il marito e fotografo Rafał Milach, ha co-curato mostre internazionali in luoghi come il Museo FOAM (Amsterdam, Paesi Bassi). PHOTOEspaña (Madrid, Spagna) e Photomonth a Cracovia (Polonia)

ANIA NALECKA-MILACH nata nel 1977, diplomata all’Academy of Fine Arts di Katowice, Facoltà di tipografia e grafica nel 2002, è una designer di libri (alias Tapir Book Design) e collaboratrice del collettivo Sputnik Photos. Ha disegnato numerosi album fotografici acclamati dalla critica, che hanno ricevuto molti dei più prestigiosi riconoscimenti come il premio Photobook / Aperture Foundation Photobook Award (USA / Francia 2012, 2013 2014 e 2016) e il premio POYi The Best Photography Book (primo premio, USA 2012, 2014). Tiene anche conferenze e offre seminari sul design del fotolibro. In collaborazione con il marito e fotografo Rafał Milach, ha co-curato mostre internazionali in luoghi come il Museo FOAM (Amsterdam, Paesi Bassi). PHOTOEspaña (Madrid, Spagna) e Photomonth a Cracovia (Polonia)

ARTISTI

CLAIRE LAUDE (nata nel 1975, Francia), architetto e artista che vive a Berlino. Con il suo progetto, Ephemeral Intersects, ha vinto il Primo Premio Urbanautica Institute Awards 2018, nella categoria Spazio, Architettura e Conflitti. Un testo e alcune immagini sono state pubblicate nel 2019 in una trilogia di libri “The Red Utopias” di Editions Essarter, che riuniscono diversi autori e fotografi intorno al tema delle utopie politiche in Europa in un’era post-sovietica. Nel 2018 ha ricevuto la borsa di studio del progetto ‘Mach den Kiosk 2018 Herr Fleischer e.V.’, per realizzare un’installazione pubblica in un chiosco a Halle (Saale). Nel  2017 è stata selezionata per la residenza artistica presso la Kaunas photography Gallery di Kaunas e nel 2016 ha partecipato allo scambio del programma tra Lukas Künstlerhaus, Ahrenshoop e NCCA, Kaliningrad. Nel 2014  il suo lavoro è stato finalista per il Prix Virginia, in Francia e per Vacatio, Festival Fotografia, Rom. Dal 2010 al 2017 è stata co-fondatrice e membro del collettivo di fotografi e dello spazio espositivo exp12 / exposure twelve.

CLAIRE LAUDE (nata nel 1975, Francia), architetto e artista che vive a Berlino. Con il suo progetto, Ephemeral Intersects, ha vinto il Primo Premio Urbanautica Institute Awards 2018, nella categoria Spazio, Architettura e Conflitti. Un testo e alcune immagini sono state pubblicate nel 2019 in una trilogia di libri “The Red Utopias” di Editions Essarter, che riuniscono diversi autori e fotografi intorno al tema delle utopie politiche in Europa in un’era post-sovietica. Nel 2018 ha ricevuto la borsa di studio del progetto ‘Mach den Kiosk 2018 Herr Fleischer e.V.’, per realizzare un’installazione pubblica in un chiosco a Halle (Saale). Nel  2017 è stata selezionata per la residenza artistica presso la Kaunas photography Gallery di Kaunas e nel 2016 ha partecipato allo scambio del programma tra Lukas Künstlerhaus, Ahrenshoop e NCCA, Kaliningrad. Nel 2014  il suo lavoro è stato finalista per il Prix Virginia, in Francia e per Vacatio, Festival Fotografia, Rom. Dal 2010 al 2017 è stata co-fondatrice e membro del collettivo di fotografi e dello spazio espositivo exp12 / exposure twelve.

ANTO: MILOTTA (Alcamo, 1984) vive e lavora tra Sofia e Genova. Ha studiato arti visive in diverse accademie italiane ed estere e dal 2014 è membro del collettivo Milotta/Donchev. Negli ultimi anni ha partecipato a diverse mostre collettive, tra cui Hortus (in)conclusus presso MACA di Alcamo; Matter over matter presso Goethe-Institut di Sofia – Bulgaria; Visao expandida presso la Biennale di Curitiba – Brasile; Paesaggio in movimento presso Antico Palazzo comunale, Saluzzo. Tra le mostre personali: Monumentvm per Nesxt independent art festival – Docks Dora, Torino; Sólo quienes sueñan pueden mover montañas presso l’Istituto italiano di Cultura, Lima Perù; Green Observatory per eventi collaterali Manifesta 12 presso Spazio Y, Palermo; Climasensibile presso Sala Dogana – Palazzo Ducale, Genova; Naturally Artificial presso Museo d’arte contemporanea di Villa Croce, Genova; Antennae presso Tenuta la favola, Val di Noto (SR). Tra i riconoscimenti: menzione speciale della giuria per il IV premio Henraux; vincitori della residenza CreArt Salzamt e del premio Matteo Olivero; segnalati per il V premio MERU Art*Science.

ANTO: MILOTTA (Alcamo, 1984) vive e lavora tra Sofia e Genova. Ha studiato arti visive in diverse accademie italiane ed estere e dal 2014 è membro del collettivo Milotta/Donchev. Negli ultimi anni ha partecipato a diverse mostre collettive, tra cui Hortus (in)conclusus presso MACA di Alcamo; Matter over matter presso Goethe-Institut di Sofia – Bulgaria; Visao expandida presso la Biennale di Curitiba – Brasile; Paesaggio in movimento presso Antico Palazzo comunale, Saluzzo. Tra le mostre personali: Monumentvm per Nesxt independent art festival – Docks Dora, Torino; Sólo quienes sueñan pueden mover montañas presso l’Istituto italiano di Cultura, Lima Perù; Green Observatory per eventi collaterali Manifesta 12 presso Spazio Y, Palermo; Climasensibile presso Sala Dogana – Palazzo Ducale, Genova; Naturally Artificial presso Museo d’arte contemporanea di Villa Croce, Genova; Antennae presso Tenuta la favola, Val di Noto (SR). Tra i riconoscimenti: menzione speciale della giuria per il IV premio Henraux; vincitori della residenza CreArt Salzamt e del premio Matteo Olivero; segnalati per il V premio MERU Art*Science.

KRZYSZTOF SWIATLY (Wroclaw, 1988) vive e lavora a Worclaw dove si è laureato presso l’Institute of Slavic Studies. Ha studiato fotografia all’OPT con Filip Zawada, Krzysztof Solarewicz e Arnau Vidal Cascalló e nel 2016 i suoi lavori sono stati esposti al TIFF Festival. Attualmente sta lavorando a un secondo libro fotografico sotto la guida di Sputnik Photos. Ha lavorato come giornalista musicale nella Radio Polacca Tre e nelle riviste “Dziennik Polska i Świat” e “Muza”. Lavora come fotografo e traduttore. È interessato alla fotografia in tutte le sue forme, ma il suo mezzo preferito è il fotolibro. Nelle sue opere esplora temi come la memoria visiva, la fotografia stessa, il tempo e l’eternità, elementi e miti, legami, corpo e desiderio. Attualmente sta preparando la sua prima mostra personale “Fogcatcher”.

KRZYSZTOF SWIATLY (Wroclaw, 1988) vive e lavora a Worclaw dove si è laureato presso l’Institute of Slavic Studies. Ha studiato fotografia all’OPT con Filip Zawada, Krzysztof Solarewicz e Arnau Vidal Cascalló e nel 2016 i suoi lavori sono stati esposti al TIFF Festival. Attualmente sta lavorando a un secondo libro fotografico sotto la guida di Sputnik Photos. Ha lavorato come giornalista musicale nella Radio Polacca Tre e nelle riviste “Dziennik Polska i Świat” e “Muza”. Lavora come fotografo e traduttore. È interessato alla fotografia in tutte le sue forme, ma il suo mezzo preferito è il fotolibro. Nelle sue opere esplora temi come la memoria visiva, la fotografia stessa, il tempo e l’eternità, elementi e miti, legami, corpo e desiderio. Attualmente sta preparando la sua prima mostra personale “Fogcatcher”.

MARTINA ZANIN (nata nel 1994) è un’artista visiva nata a San Daniele del Friuli. Si è laureata allo IED Madrid con un Master in Fotografia Contemporanea. La sua precedente formazione ha incluso ISFCI (Istituto di fotografia e comunicazione integrata). Nel 2017 ha vinto la borsa di studio per partecipare a un seminario con Phillip Toledano a New York organizzato da PWNY, successivamente nel 2018 ha frequentato un laboratorio di pratica curatoriale al MAXXI National Museum for Contemporary Arts.Nel 2018 è stata selezionata per la borsa di studio Lucie Foundation Fine Art e per il Fiebre Dummy Award con il lavoro “Li ho fatti scappare”. Quest’ultimo è stato esposto da Jest  a Torino. Ha partecipato a diverse mostre collettive e le sue opere sono state pubblicate su varie riviste, sia online che stampate. Nel suo lavoro usa la fotografia come mezzo per affrontare argomenti come ricordi, relazioni e connessioni e come questi influiscono la nostra vita quotidiana; gli eventi che hanno segnato il nostro passato e hanno un impatto sul nostro presente. La mente predice il futuro usando costantemente i ricordi del passato.

MARTINA ZANIN (nata nel 1994) è un’artista visiva nata a San Daniele del Friuli. Si è laureata allo IED Madrid con un Master in Fotografia Contemporanea. La sua precedente formazione ha incluso ISFCI (Istituto di fotografia e comunicazione integrata). Nel 2017 ha vinto la borsa di studio per partecipare a un seminario con Phillip Toledano a New York organizzato da PWNY, successivamente nel 2018
ha frequentato un laboratorio di pratica curatoriale al MAXXI National Museum for Contemporary Arts.Nel 2018 è stata selezionata per la borsa di studio Lucie Foundation Fine Art e per il Fiebre Dummy Award con il lavoro “Li ho fatti scappare”. Quest’ultimo è stato esposto da Jest  a Torino. Ha partecipato a diverse mostre collettive e le sue opere sono state pubblicate su varie riviste, sia online che stampate. Nel suo lavoro usa la fotografia come mezzo per affrontare argomenti come ricordi, relazioni e connessioni e come questi influiscono la nostra vita quotidiana; gli eventi che hanno segnato il nostro passato e hanno un impatto sul nostro presente. La mente predice il futuro usando costantemente i ricordi del passato.