TRE APPRENDISTI

DI FEDERICO CLAVARINO

 

Al mio arrivo ci siamo visti in piazza, da Campe. Per me era il primo giorno, per gli altri ne erano già passati sette. Ho chiesto uno spritz e un toast farcito, questo lo ricordo bene. Carl, lo svedese, beveva a grandi sorsi da un bel bicchiere d’acqua fresca. Faceva parecchio caldo ed era già un po’ scottato da una settimana passata in giro a seguire Barbara, Fabrizio e le loro capre. Yana, la tedesca, non aveva ordinato nulla, stravolta com’era dall’ennesima sveglia alle quattro del mattino. Da Claudio aveva imparato che se non ti svegli presto gli animali non li vedi, ma lei la maggior parte del tempo seguiva e fotografava orme, sentieri tracciati da vacche, insetti, uomini e astri. Infatti, così come il sole lo si può inseguire lungo il profilo d’ogni ombra, gli esseri li si può conoscere attraverso i modi che hanno di riscrivere i luoghi con ogni loro passaggio. Né Carl, né Yana parlavano l’italiano, e avevano dovuto imparare a leggere tutto con gli occhi. Il loro lavoro, rispettivamente una serie di istruzioni sotto forma di fotografie, e una collezione di tracce, rispecchia il loro modo d’apprendere. Tutti quei giorni seguivano qualcosa, tutti in Lessinia sono stati apprendisti, anche Eleonora, che in quanto veneta l’Italiano lo parlava eccome, ma che osservando ha imparato che il corpo che lavora pesa, anzi, che tutto è una questione di peso, pure il semplice fatto di essere donna. Quanto pesa un rastrello ricolmo di fieno? Quanto pesa il corpo di un bambino? E una rete, arrotolata e srotolata e tesa ogni giorno? Quanto pesa ogni tua opinione? E una foto?

Questa mostra raccoglie i lavori di Yana Wernicke, Eleonora Agostini e Carl Ander.
Tutti e tre hanno soggiornato in Lessinia dal 16 al 29 maggio del 2022, e durante quel tempo sono stati apprendisti. Yana è stata l’allieva di capre, uomini, insetti e ombre, e ha imparato che il cammino tracciato da ognuno è a sua volta percorso, incrociato e cancellato da altri esseri. Le tracce di piante, uomini e animali formano, nel suo lavoro, un unico costante intrecciarsi.
Eleonora è stata l’apprendista di Elena, Alessia, Barbara, Ada, Chiara, Daniela e Desirè, donne lavoratrici, che ha fotografato chiedendo loro di insegnarle come lavoravano e come si portavano appresso i loro corpi. Il suo lavoro fotografico, che emerge in quella sottile linea che esiste tra il recitare e l’essere sé stessi, riflette su come i saperi, lungi dall’essere qualcosa di astratto, si incarnano invece in gesti e in pose del corpo. Carl, d’altro canto, ci propone un manuale d’istruzioni, un compendio delle azioni e degli utensili che ha osservato durante il suo apprendistato con Barbara e Fabrizio, allevatori di capre e produttori di formaggio. Il suo lavoro si dispiega come una mappa e ci invita a ripercorrere i suoi primi passi nell’imparare il mestiere di “trasformare l’erba in formaggio”.

Eleonora, Carl e Yana ci restituiscono qui i risultati del loro esercizio di lettura della Lessinia e dei suoi abitanti. Ognuno di loro ha scelto di concentrarsi su di un piccolo aspetto della vita di questi luoghi, e ce lo presenta dal particolare punto di vista che ha scelto attentamente, muovendosi intorno alle cose, le persone e gli animali che osservava, imparando a decifrare le tracce, a leggere i segni, a trasformarli in immagini.